Alla stessa età, mese più mese meno, ecco un'altra scoperta destinata a segnarmi indelebilmente.
Dovete sapere che quasi tutte le scoperte importanti le ho fatte in macchina con mio padre, mentre tornavamo lui dal lavoro ed io da scuola, oppure mentre aspettavo lui e/o mia madre. All'epoca la radio era una cosa seria e c'erano trasmissioni musicali bellissime, non ancora asservite alla merdosa logica commerciale delle majors. Sicché è proprio grazie alla radio che ho fatto le principali scoperte musicali.
Quando sentivo qualcosa che mi colpiva per davvero, ricordo, mi prendeva una specie di angoscia indecifrabile... Non riuscivo più a stare ferma, sembravo una tarantolata, e appena arrivata a casa DOVEVO immediatamente capire come procurarmi quella musica che mi aveva sconvolta così profondamente.
In genere mio padre, grand'uomo, capiva e sotto sotto approvava. Quel giorno no.
Non potrò mai dimenticare il suo disappunto, la sua incazzatura, il litigio che ne seguì (adoravo mio padre, ma ero molto ferma sulle mie posizioni).
QUEL brano, secondo lui, aveva un fascino pericolosissimo per la "sua bambina" (io). Il che significa che ne aveva capito perfettamente la grandezza.
Si trattava di
Tutti morimmo a stento di
Fabrizio De André: